Il QI medio, spiegato
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- Fatti, limiti e spiegazioni dei punteggi sono verificati rispetto al metodo pubblicato e alle fonti primarie.
La risposta breve è 100. Il numero, però, è più interessante di quanto sembri. Le scale di QI sono costruite in modo che la media sia sempre 100, con una deviazione standard di 15. È una scelta progettuale, non un fatto di natura, e capire come è costruita la scala è la chiave per leggere qualsiasi punteggio, compreso il tuo, senza sopravvalutarlo né sottovalutarlo.
Qui sotto vediamo come funziona la scala 100 ± 15, che cosa significa ogni fascia di punteggio, come i percentili vi si sovrappongono e quali trappole evitare quando interpreti un singolo risultato.
Come funziona la scala 100 ± 15
I punteggi di QI usano una distribuzione normale, la familiare curva a campana, centrata su una media di 100 con una deviazione standard (DS) di 15. La prestazione grezza nei compiti viene trasformata perché la media del gruppo cada esattamente su 100 e la dispersione corrisponda a una DS di 15. Ecco perché 100 è sempre la media: la scala è definita così, non è una scoperta.
La deviazione standard è l’unità della scala. Una DS sopra la media fa 115, due fanno 130, tre fanno 145; una DS sotto fa 85, e così via. Poiché la curva è simmetrica e ben conosciuta, quei passi dicono subito quanto è frequente un punteggio:
- Circa il 68% delle persone rientra entro una DS, cioè tra 85 e 115.
- Circa il 95% rientra entro due DS, cioè tra 70 e 130.
- Solo il 2% circa supera 130, e circa il 2% sta sotto 70.
Fasce di punteggio e percentili corrispondenti
Siccome la scala è un confronto, a ogni punteggio corrisponde un percentile: la quota del gruppo di riferimento che si ferma a quel valore o sotto. Le fasce qui sotto sono arrotondate per leggibilità, quindi considera i percentili come valori approssimativi:
- 130 e oltre, fascia molto alta: all’incirca il 2% più alto (dal 98° percentile in su).
- Da 120 a 129, fascia alta: all’incirca dal 91° al 97° percentile (il 3–9% più alto).
- Da 110 a 119, sopra la media: all’incirca dal 75° al 90° percentile.
- Da 90 a 109, la fascia media in cui rientra la maggioranza: all’incirca dal 25° al 73° percentile.
- Da 80 a 89, sotto la media: all’incirca dal 9° al 23° percentile.
- 79 e meno, fascia bassa: all’incirca l'8% più basso (sotto il 9° percentile).
Perché la «media» viene ridefinita nel tempo
Il 100 è definito come media, non scoperto, quindi non è legato a nessun livello fisso di prestazione grezza. Nel corso del Novecento i punteggi grezzi nei compiti cognitivi sono saliti costantemente di generazione in generazione: un fenomeno ben documentato che i ricercatori chiamano effetto Flynn. Senza correzioni, oggi una persona qualsiasi risulterebbe ben sopra 100 rispetto a un gruppo di riferimento più vecchio.
Per tenere il centro a 100, i test vengono periodicamente ristandardizzati su un campione nuovo e rappresentativo. Ogni rinormazione riporta la media a 100, quindi un punteggio significa sempre «rispetto a un gruppo di riferimento recente», mai «rispetto a uno standard assoluto e fuori dal tempo». È un motivo in più per cui un numero isolato dice così poco: acquista senso solo davanti alla norma su cui è stato calibrato.
Leggere un punteggio con prudenza
Guarda quanto è larga la fascia centrale: i 20 punti che vanno da 90 a 109 coprono quasi metà delle persone, e in pratica i punteggi vicini a 100 si distinguono a stento. Un numero solo nasconde anche un margine di errore. Ogni punteggio porta con sé un errore di misura, quindi la stessa persona può finire a qualche punto di distanza in due sedute diverse. Sonno, stress, dimestichezza con il formato, motivazione: ognuno di questi fattori sposta un po' il risultato.
Due abitudini aiutano a restare onesti. La prima: leggi il punteggio come un intervallo, non come un punto. «Poco sopra il 100» è più veritiero di «esattamente 104». La seconda: ricorda che la media di più abilità può risultare identica per due persone molto diverse. Lo stesso composito può nascondere punti di forza e debolezze marcati, che solo un profilo per domini rivela.
Prova qualche domanda di esempio
Due domande veloci sull’idea di percentile che sta dietro alle fasce qui sopra.
Domanda 1 di 3
In un gruppo di 200 persone, circa il 2% supera una certa soglia. Quante persone sono, all’incirca?
Sui punteggi MOSAIC-48
MOSAIC-48 colloca il suo punteggio composito vicino a un intervallo centrato su 100, così il numero si legge a colpo d’occhio. Ma l’aspetto familiare non ne fa la stessa scala. Le fasce e i percentili qui sopra descrivono i test di QI standardizzati e non convertono un composito MOSAIC-48: un valore MOSAIC è soltanto una stima rispetto a una distribuzione di riferimento interna, assunta per il calcolo del punteggio, non una posizione sulla norma standardizzata 100/15 su cui quelle fasce si reggono. Non è un test di QI ufficiale e non applica norme cliniche standardizzate: i suoi valori sono stime su riferimento interno, pensate per la conoscenza di sé e non certificate, e non possono servire per diagnosi, selezione o qualsiasi decisione medica.
Il valore aggiunto di MOSAIC-48 sta nella forma più che nel numero singolo. Accanto al composito mostra un profilo su otto domini, così due persone con lo stesso totale vedono comunque per quali strade diverse ci sono arrivate.
Domande frequenti
Qual è un «buon» punteggio di QI?
Per come è costruita la scala, 100 è esattamente la media, e la maggior parte delle persone si colloca tra 85 e 115. Più che rincorrere una soglia, guarda il profilo dei tuoi punti di forza nelle diverse abilità.
Un punteggio di 100 è un brutto risultato?
No: 100 è il centro esatto della scala. Circa metà delle persone sta sotto e metà sopra, quindi 100 è la definizione stessa di risultato tipico, non un risultato debole.
Il mio punteggio può cambiare nel tempo?
Le condizioni del momento e il normale errore di misura spostano di qualche punto qualsiasi singolo risultato. Cerca uno schema stabile su più tentativi, invece di trattare un numero come un dato fisso.
Il QI medio è cambiato nel tempo?
La media viene sempre riportata a 100 ristandardizzando il test, quindi per definizione resta 100. A cambiare è la prestazione grezza: nel corso del Novecento è salita di generazione in generazione, ed è per questo che i test vengono periodicamente rinormati su un nuovo gruppo di riferimento.
Scopri il tuo profilo cognitivo
MOSAIC-48 è un test cognitivo composito online completo, su otto domini. Non è un test del QI ufficiale e non applica norme cliniche standardizzate: restituisce stime su riferimento interno, utili per conoscersi meglio, non una diagnosi.